Ultimamente mi capita di riflettere su quanto i pregiudizi ci condizionino e permeino il nostro modo di pensare, soprattutto alla luce del recente clima di intolleranza verso le minoranze e il “diverso”. Mi capita spesso di sentire persone che si vantano di essere aperte e tolleranti pronunciare parole smaccatamente dettate dai preconcetti più biechi. Attenzione, non si tratta di parole cattive e dettate dall’odio o dal risentimento, ma di frasi pronunciate normalmente, come se si trattasse di realtà assodate e condivise. Conclusioni che arrivano troppo in fretta, barzellette di dubbia comicità, battute, magari fatte da quelle stesse persone che si sono scandalizzate quando Silvio Berlusconi ha detto che “Obama è giovane, bello e abbronzato”. Persone che, evidentemente, sono state infiammate sulla spinta del momento dalla condivisione di principi di cui non hanno compreso appieno la portata. Che senso ha, per esempio, affermare a gran voce che i gay non vanno discriminati e poi fare battutacce appena si vede un uomo dall’atteggiamento effemminato (che, tra l’altro, non è nemmeno garanzia di omosessualità)? Eppure quante persone si comportano così?
Quando ci troviamo in una situazione assolutamente nuova, ci basiamo sulle nostre aspettative per capire come muoverci. Per poterlo fare formuliamo dei giudizi su quello che ci circonda, anzi, dei pre-giudizi, proprio perchè si tratta di qualcosa che ancora non conosciamo. E’ come se il pregiudizio fosse una regola provvisoria, e in questo senso è necessaria, perchè l’uomo non può agire se non dispone di alcuna indicazione su cosa può aspettarsi. Così ci basiamo su queste “linee guida” molto semplici e stereotipate, che non possono rispecchiare l’estrema complessità del mondo. Man mano che ci addentriamo nel nuovo ambiente, nella nuova situazione, sostituiamo i pregiudizi con giudizi che nascono dall’effettiva osservazione della realtà e da una sua maggiore comprensione, perchè solo così potremo muoverci nel modo più efficace. Il pregiudizio in sè nasce come strumento temporaneo. Il problema sorge quando diventa l’unica chiave di interpretazione della realtà.
Proprio perchè i pregiudizi riguardano qualcosa che non conosciamo, è impossibile non averne… non possiamo conoscere tutto! Per questo chi afferma di esserne libero commette un grande errore… l’importante è saperli riconoscere per potersene sbarazzare grazie a un approfondimento della conoscenza, a un percorso di crescita che ci avvicini a ciò che è ignoto. E invece vedo spesso persone che riconoscono di avere pregiudizi e pensano che questo basti, che sia sufficiente essere consapevole dei propri limiti per giustificarne l’esistenza, per essere giustificati a non porvi rimedio. Mi sorge il dubbio che questo accada perchè, in fondo, per molti i pregiudizi non siano da condannare, anzi, che siano assolutamente motivati. Ecco, tutto ciò è molto pericoloso. Perchè se accettiamo i pregiudizi come qualcosa di giustificato, allora in futuro potrebbero diventare giustificati anche gli episodi di intolleranza che scaturiscono da questi stessi pregiudizi. Oggi ci scandalizziamo se un ragazzo extracomunitario viene brutalmente malmenato dalle forze dell’ordine senza motivo, ma domani?

